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I contributi dello Stato nel pagamento delle rateIl decreto legge del 28 novembre 2008 prevede il contributo dello Stato al pagamento delle rate esclusivamente per il mutuo a tasso variabile o
misto finalizzato all”acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale (ad eccezione di quelle di categoria A1, A8 e A9), sottoscritti fino al 31 ottobre 2008. Nulla cambia, invece, per i mutui a tasso fisso né per i mutui sottoscritti per altre motivazioni. Quando il tasso della rata dovesse risultare più alto di quello di partenza superando il 4%, lo Stato interverrebbe per farsi carico del pagamento della parte di rata che supera la soglia. Un esempio per tutti: nel caso di Euribor di riferimento alla data di sottoscrizione del contratto pari al 3,55%, e Spread allo 0,80%, a fronte di un tasso di mercato attestato al 3,75% il mutuatario pagherebbe la sua rata come sempre, anche se il tasso complessivo (Euribor più spread) risulta al 4,55%. A fare da regia a tutta l’operazione sarà l’Agenzia delle entrate, che dovrà mettere a punto le modalità tecniche per il pagamento della parte di rata a carico dei fondi pubblici. Per quanto riguarda invece i nuovi mutui a tasso variabile, il decreto impone agli istituti di credito di assicurare ai clienti la possibilità di stipulare contratti indicizzato al tasso Bce. Le banche, inoltre, sono tenute ad assicurare la massima pubblicità e trasparenza dell’offerta e delle relative condizioni, lo spread in primo luogo, e a trasmettere alla Banca d’Italia segnalazioni statistiche periodiche sulle condizioni offerte e su numero e ammontare dei mutui stipulati. Ovviamente le banche saranno libere nel calcolare lo spread da applicare al tasso Bce, come pure di continuare ad offrire altri tassi di riferimento. Starà poi al cliente scegliere se e quanto vuol rischiare perché l’ancoraggio al tasso Bce ha l’indubbio vantaggio di garantire una maggiore stabilità nella rata, ma può anche diventare svantaggioso rispetto all’Euribor. Con il tasso Bce, invece, la rata può restare bloccata anche per lunghissimi periodi, e anche quando i tassi di mercato scendono al di sotto tetto del tetto Bce, cosa peraltro già accaduta in passato. Insomma l’ancoraggio al tasso Bce è un po’ una via di mezzo tra il mutuo a tasso fisso e variabile, e la differenza la farà sicuramente lo spread: più è alto per il tasso Bce più è a rischio la convenienza. Grazie alla surroga del mutuo, però, non si è più obbligati a restare col tasso fisso per sempre e quindi anche in questo caso si può approfittare dei ribassi primissimi venturi. |
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