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Natura ed applicazioni del tasso di interesse di un mutuo

Tasso d'interesse sul  mutuoNell’ambito di un contratto di mutuo, oltre alla restituzione del capitale ricevuto, il mutuatario si impegna al pagamento degli interessi.

In questa voce vengono compresi fattori diversi che hanno diverse finalità.

Una parte degli interessi rimborsa il cosiddetto costo di provvista che il mutuante è tenuto a corrispondere per "l’acquisto del denaro" da chi, a sua volta, gli fornirà la somma messa a disposizione del mutuatario.

Un'altra parte degli interessi è determinata dal rischio che il mutuante sopporta nello stipulare il contratto di mutuo con quel determinato soggetto e discende quindi dal rischio soggettivo connesso alla previsione di rispetto del piano di ammortamento concordato.

Per semplicità nella gestione dell’offerta, il tasso di interesse offerto dalla banca è identico per ogni cliente, applicando quindi dei valori che discendono dallo storico dei mutui gestiti da quell’istituto e da quelli utilizzati da altri istituti di credito secondo logiche di puro marketing.

Il tasso applicato ad un mutuo può essere fisso ma più frequentemente è variabile in base alla situazione di mercato dei capitali.

I contratti comunque specificano il meccanismo con cui il tasso può essere modificato, talvolta anche ogni semestre o trimestre.
Il tasso di interesse applicato infatti è determinato in funzione di alcuni particolari fattori come il rischio soggettivo connesso alle caratteristiche economiche del richiedente, ma in genere fa più diretto riferimento a politiche economiche generali dell'ente creditizio.
In particolare, i tassi base di riferimento, detti anche parametri di indicizzazione, utilizzati dalle banche per aggiornare periodicamente i tassi di interesse sui mutui, sono principalmente: • prime rate ABI, che è il tasso attivo primario, il tasso cioè che le banche applicano alla migliore clientela;
• tasso della moneta interbancaria, che è il tasso al quale le banche si scambiano i capitali; • rendiob, che è quel tasso di rendimento effettivo lordo risultante sul mercato dei capitali in base alle quotazioni dei prestiti obbligazionari emessi dagli enti creditizi;
• rendistato, che è il tasso di rendimento effettivo lordo risultante sul mercato dei capitali in base alle quotazioni dei titoli di Stato.

Il tasso d'interesse che viene applicato ad un mutuo (chiamato anche TAN - tasso annuo nominale) è composto da EURIBOR + SPREAD in caso di tasso variabile e da EURIRS + SPREAD in caso di tasso fisso.

Le banche, nella loro attività di intermediazione finanziaria, acquistano denaro dalle banche centrali o da altre banche al costo dell'euribor o dell'eurirs; a questa percentuale poi aggiungono lo spread (loro guadagno) e rivendono denaro (prestiti o mutui) al tasso finale. Oltre a controllare quale spread la banca ci applica dobbiamo anche verificare il TAEG (tasso annuo effettivo globale) ora chiamato con il nome di ISC (indicatore sintetico di costo). L' Isc è il tasso "tutto compreso", cioè un indicatore che include anche i costi iniziali e periodici sostenuti per accendere un finanziamento.

Il tasso d'interesse di un mutuo è dunque una struttura articolata che occorre tenere sotto controllo in ogni sua componente.


Accensione
Contratto
Requisiti
Documenti
Garanzie
Costi
Durata
Tassi d'interesse
Durata ideale
Piano d'ammortamento
Assicurazione
Imposta registro ipoteca volontaria
Interessi
La rata
Ipoteca sulla casa
Modulistica
Iter burocratico
Imposte
Sistemi di Credit Scoring
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